Il secolo dei tradimenti

Marcello Flores

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"Cittadini giudici! A nome delle nostre nazioni contro la cui libertà e felicità si sono levati questi criminali, nel nome della pace contro cui hanno vigliaccamente cospirato, chiedo la pena di morte per tutti gli imputati. Che la vostra sentenza cali come un pugno di ferro senza alcuna misericordia; che sia il fuoco che brucia fino alle radici quest’infame ascesso del tradimento."

Il procuratore Urválek al processo Slánsky, Praga 1952

Nella Grande Guerra chi non si schiera con il suo paese è un traditore: sono traditori e condannati a morte il patriota italiano ma cittadino austriaco Cesare Battisti così come la ballerina più famosa dell’epoca, Mata Hari, fucilata come spia. Per fascismo, nazismo e comunismo saranno traditori tutti coloro che li combattono: migliaia se non milioni di persone. Nella seconda guerra il tradimento riguarderà soprattutto le spie, mentre nel corso della guerra fredda il clima di paura e sospetto farà diventare traditore chiunque non si dichiari leale al proprio governo. Dai collaborazionisti alle spie atomiche vere o presunte, dai ribelli sudafricani alle lotte intestine dentro i movimenti di liberazione, il concetto di tradimento si trasforma e si amplia fino a inglobare chi combatte per la trasparenza e l’informazione condivisa, come testimoniano in anni recenti i casi Assange e Snowden.

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