Digitografie

Erika D’Amico

Prezzo
€ 11,99

Se la fotografia dei primi del Novecento sfugge di fatto all’operazione economica di essere un “mezzo di comunicazione”, la digitale, ripiegando sull’idea della medialità, reincontra l’arte nelle sue istituzioni e si riconfigura come medium. Le potenzialità tecniche nell’immagine digitale ridisegnano i contorni dello statuto dell’immagine fotografica, in questo senso si collocano le pratiche sociali sulle forme di ibridazione come transgeneri risultanti dal desiderio dell’umano verso il macchinico.Questo testo nasce con l’intenzione di tracciare alcune linee della complessa relazione tra l’immagine analogica e quella digitale rivolgendo l’attenzione alle pratiche di produzione e fruizione dell’immagine fotografica digitale dell’ultimo decennio. La fotografia gode, all’interno dell’ampio campo d’indagine riguardante i media digitali, di uno statuto peculiare. L’uso massiccio che se ne fa quotidianamente, basti pensare anche ai cellulari di nuova generazione, non è bilanciato da una attenzione teorica altrettanto capillare, soprattutto in ambito nazionale. A fianco dei numerosi manuali tecnici che illustrano come adoperare e perfezionare l’uso di alcuni dispositivi, è rintracciabile infatti una esigua produzione di letteratura sull’argomento. Va rimarcato inoltre come spesso il punto di partenza delle riflessioni sia una scissione tra coppie concettuali – analogico vs digitale, iconico vs simbolico, ecc. – che finisce con l’impedire alle analisi di cogliere l’interrelazione sempre dinamica tra le tecnologie e tra i concetti. L’analisi di Erika D’Amico qui presentata tenta quindi di approfondire questo ambito teorico utilizzando gli elementi prettamente tecnici e le pratiche culturali sviluppatesi attorno alla fotografia digitale per esplorarne, senza pretesa di esaustività, la complessità. Occorre infatti tenere in considerazione la specificità del mezzo fotografico all’interno della digital culture, occorre, citando Rosalind Krauss, “affermare il bisogno per l’idea di medium di redimere lo specifico dall’abbraccio mortale del generale”. In tal senso i fotoblog costituiscono, all’interno di questo testo, un punto di vista privilegiato da cui osservare le modalità processuali attraverso cui più ambiti afferenti il digitale (web, foto, social network, ecc.) si mescolano creando tendenze culturali. È lecito infatti affermare che il blog, proprio nel suo configurarsi come testualità autobiografica, esalti e/o acceleri le modalità di produzione e di fruizione della fotografia digitale.(dalla Prefazione di Bernardo Valli)

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