La Repubblica dei mandarini

Paolo Bracalini

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C’è il ristoratore multato per aver servito troppi spaghetti. Ci sono le 118 procedure da compilare per legge se si vuole aprire un’attività da estetista. C’è la famigerata «tassa sull'ombra», dovuta allo Stato per l’ombra che le tende dei negozi proiettano sul suolo pubblico, e la dichiarazione «peli di foca» per chi esporta un prodotto. C’è Equitalia con il suo «aggio», l’interesse praticato sulle temibili cartelle esattoriali, e le sue vittime. E poi l’Agenzia delle entrate con i premi per chi tartassa di più (spesso a torto). Ogni anno la burocrazia italiana costa 31 miliardi di euro: due punti di Pil persi in scartoffie e pratiche inutili. Si può dire che tutto manchi all'Italia, tranne le regole. Al contrario, i proverbiali lacci e lacciuoli, il groviglio di leggi - statali, regionali, provinciali, comunali - è così intricato che la giungla normativa italiana non ha paragoni in Europa e contribuisce all'indebolimento dei diritti dei «sudditi». I «mandarini», invece, comandano nell'ombra, con un potere enorme: nei ministeri, nella Ragioneria di Stato, nelle segrete stanze del Tesoro e del Quirinale, ma anche nei Tar che paralizzano il paese.

Paolo Bracalini ci guida nel mastodontico intreccio della burocrazia italiana con un’inchiesta illuminante che è anche un pugno allo stomaco: storie vere, testimonianze, documenti inediti, cifre e resoconti di una follia tutta nostrana. Da questo viaggio emergono le contraddizioni di uno Stato parassita che è vorace quando deve incassare, ma lento, lentissimo, quando deve pagare. Al punto da stritolare, in molti casi, famiglie e imprese: «prova a non fallire, se ci riesci, nella Repubblica dei mandarini».

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