Il governo dei papi nell'età moderna

Antonio Menniti Ippolito

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Quali furono i percorsi di carriera dei papi dell’età moderna. Perché essi furono con poche eccezioni tutti italiani e quale era il ruolo e la funzione dei cardinali. Come andò ad organizzarsi la Curia. Quanto (e se) operarono i pontefici perché Roma divenisse degna capitale papale e non solo un luogo che evocava una antica e gloriosa memoria che poco o quasi nulla aveva da spartire col cristianesimo. Ancora, dove risiedettero i papi in Roma prima che il 20 settembre 1870 li riducesse infine in quel Vaticano che avevano fino ad allora trascurato. Come era organizzata la loro giornata di lavoro e quale era la loro disponibilità economica.

Di questo e d’altro tratta il volume, affrontando questioni che di per sé non sono tali da ambire a spiegare da sole che cosa furono i papi nell’età moderna, ma che possono far luce, questo è l’auspicio, su taluni elementi anche assai rilevanti legati all’attività dei pontefici romani non sempre ben considerati o conosciuti. Elementi riguardanti i papi, e, ancora, e forse soprattutto, il controverso rapporto tra la Santa Sede e l’Italia. C’è una forte coerenza nell’atteggiamento del papato verso la realtà italiana: motivazioni storiche che non hanno ancora consentito di tracciare una linea definita tra le due sponde del Tevere.

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