Dibattito pedagogico sulla partecipazione tra comunità e istituzioni

Salvatore Patera

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Questo testo cerca di ricostruire il dibattito epistemologico sulla partecipazione nella prospettiva

degli studi “comunitari” e istituzionali” a partire dalle molteplici esperienze che, a partire dalla

metà del secolo scorso, hanno caratterizzato il dibattito in contesto educativo fino ai nostri giorni.

“Más allá de una perspectiva dialéctica” direbbe Bergua, il punto critico del dibattito è insito

nel fatto di considerare approcci culturali antagonisti concepiti come depositari della verità ossia,

anteponendo la propria idea di valore a un’altra idea di valore. Lungo questa relazione, il ruolo

mediativo della riflessione pedagogica e della prassi educativa è proprio quello di modulare tra

la domanda dei soggetti e dei gruppi in quanto istanze emergenti di tipo istituente e l’ordine sociale

istituito con riferimento alle risposte che danno le istituzioni. Ovvero, si tratta di provare

a ricomporre le fratture tra universi micro individuali e gruppali con quelli macro istituzionali.

Da questa prospettiva, le società che si auto-organizzano possono solo formarsi tramite la cultura

nei contesti dove è possibile educarsi a dispositivi egualitari.

Partendo da una sintetica ricostruzione storica delle molteplici esperienze di educazione comunitaria

e istituzionale, il lavoro si orienta sul ruolo della ricerca azione partecipativa (IAP)

Rispetto alla riformulazione che nel presente lavoro stiamo compiendo sulla Ricerca azione parteicpativa

sistemica, RAP-s, pare opportuno introdurre il fatto che in una prospettiva ecologicosistemica

la RAP-s assuma un ruolo di mediazione e regolazione facilitando e monitorando

processi di autonomia interdipendenza (co-evoluzione) tra cittadini, gruppi, comunità, istituzioni

ossia tra emergenze di tipo istituente e cristallizzazioni sociali di tipo istituito.

In tal senso, essa promuove processi di apprendimento in termini di crescente partecipazione

alla vita sociale. La RAP-s, in una prospettiva metodologica più che ideologica, risulta necessaria

proprio nei momenti di incertezza dove le tensioni tra cittadini-comunità-istituzioni possono

dare impulso, ove opporunamente mediate (facilitate e monitorate da un dispositivo educativo)

a nuove forme di ri-organizzazione più complessa delle relazioni che tra essi instaurano a fronte

di motivazioni, bisogni di tipo istituente che chiedono cittadinanza.

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  • Editore

    Libraccio

  • Dimensione del file

    40 MB

  • Protezione

    Adobe DRM

  • Anno di pubblicazione

    2016

  • Lunghezza

    64 pagine (edizione cartacea)

  • Lingua

    Italiano

  • ISBN

    9788897748885