Mussolini e Berlusconi

Alessandro Roveri

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Al centro della sua lettura della vita politica italiana dell’ultimo ventennio – dalla legge Mammì al caso Englaro – Roveri, storico di razza, pone la questione del presidenzialismo, inteso sia da Craxi che da Berlusconi come liberazione del potere esecutivo dai condizionamenti previsti dalla Costituzione repubblicana, non a caso redatta in senso antifascista. Affermò Umberto Eco a metà degli anni Novanta: “Mussolini disprezzava il Parlamento, che aveva minacciato di trasformare in un bivacco per i suoi manipoli, e poi lo sciolse. Chi vuole oggi delegittimare il Parlamento, quei politici che dicono che questo Parlamento non rappresenti il popolo, sono in odore di fascismo”. Alle soglie della Terza Repubblica, l’epos del «Führer barzellettiere, canterino, ottimista» inneggia ancora: sono, poi, così diversi i due ventennî, le camicie nere del duce dalle bandiere del movimento berlusconiano? In un originale viaggio antiaccademico tra faccendieri e fedelissimi, fessi e furbi, cocottes e lacchè, veline e velone, garantisti genuini e garantisti “pelosi”, portavoce tonitruanti, ministri (troppo) servizievoli e leggi (troppo) spudorate, l’Autore ci guiderà a trovare la nostra risposta alla domanda «Era così difficile intuire e prevedere tutto questo nel 1994?». Perché egli, la sua, già l’ha trovata: «Chi scrive, convinto che la Destra, la vera Destra della pancia degli italiani, nella storia d’Italia ha sempre concepito il potere politico in termini di ancien régime insofferente di limiti e di obiezioni, lo intuì e lo previde». Alessandro Roveri (Cattolica, 1929), studioso del fascismo, del movimento socialista e della rivoluzione francese, è stato docente all’Istituto Storico Italiano per l’Età Moderna e Contemporanea di Roma, e ha insegnato Storia del Risorgimento all’Università di Ferrara. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo: Dal sindacalismo rivoluzionario al fascismo (La Nuova Italia, 1972), Origini del fascismo a Ferrara: 1918-1921 (Feltrinelli, 1974), Camillo Benso di Cavour (La Nuova Italia, 1977), Le cause del fascismo (Il Mulino, 1985), Da Versailles a Hitler. Breve storia della Repubblica di Weimar (Mondadori, 1991), Mussolini. La carriera di un dittatore attraverso i suoi scritti e discorsi (Mondadori, 1994), Il socialismo tradito. La sinistra italiana negli anni della guerra fredda (La Nuova Italia, 1995), Richelieu (Guida, 2003). Le monografie del professor Roveri sono conservate nelle biblioteche di tutto il mondo, compresa la prestigiosa Library of Congress di Washington.

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